Velodromo …work in progress

IL VELODROMO RINASCE

Sono il Velodromo di San Francesco al Campo e mi presento a voi tutti ed in particolare a chi è appassionato di Ciclismo per condividere la mia gioia: in questi giorni in cui compio 20 anni mi sento rinato e pronto a ripartire dopo la ristrutturazione della pista.

La pista è il mio cuore pulsante, 400 metri di duro cemento che vent’anni fa sembrava eterno, ma che ha subito gli attacchi atmosferici di inverni rigidi, fessurandosi qua e là fino a diventare non più sicuro, malgrado i continui rattoppi di “medicazione” dei miei volenterosi amici.

Poi hanno deciso che era necessario un massiccio “intervento chirurgico” ed ora, dopo oltre un anno di “ospedale”,  sono pronto ad accogliere ed a far ricrescere i giovani pedalatori costretti per due stagioni ad emigrare in altri velodromi.

Permettetemi di riassumere le mie vicende, almeno le più importanti,  che ho vissuto nel bene e nel male.

Sono venuto all’onore del mondo il 15 settembre 1996 con una presentazione ufficiale che mi ha veramente commosso; da allora non ho mai più visto tanta gente a farmi gli auguri ed a incoraggiare la mia attività.

Il giorno dopo, ho sentito il ” fruscio” di ruote famose ed ho ammirato l’agonismo di molti atleti (Collinelli, Martinello, Villa, Belluti e tanti altri) titolari di fresche medaglie olimpiche e fasciati dalle maglie iridate di campioni del mondo.

E gli spettatori, da tutto il Piemonte e non solo, sulle tribune montate per l’occasione e in tutto il prato all’interno…un’emozione intensa!!

Il tutto grazie a quei due, Pietro Francone e Carlo Martinetto, che solo pochi mesi prima, avevano scommesso sulla mia nascita e che sarei nato qui, attorno al campo di calcio.

Finite le feste,  smontate le tribune, sparita la gente ed i campioni, mi sentivo a disagio, anche se vicino avevo i due capannoni adibiti a spogliatoio e a bar, che anni prima in Friuli avevano vissuto i tragici giorni del post-terremoto e, divenuti non più indispensabili dopo la ricostruzione, sono arrivati qui, quasi profeti del mio futuro di decadenza e poi di risurrezione.

Dal 1997 ho conosciuto centinaia di ciclisti iscritti al Centro Avviamento Pista, dai giovanissimi ai più anziani, in allenamento ed in gara, atleti in carriera e amatori desiderosi di prendere confidenza con le mie curve.

Ricordo la progressiva maturazione di attuali buoni professionisti, Daniele Ratto, Niccolò Bonifazio, Fabio Felline; senza dimenticare Elisa Balsamo e Rebecca Bertolo.

Ho anche visto Rossella Ratto, ora affermata atleta del ciclismo femminile mondiale, ancora bambina girare su un triciclo…

Ho vissuto ogni anno l’organizzazione di grandi manifestazioni nazionali ed internazionali: un impegno enorme con risultati inimmaginabili all’inizio della mia storia.

Dai Campionati Italiani assoluti nel 1997 e giovanili nel 2008, alla Coppa del Mondo 2000 con la partecipazione di oltre 30 nazioni e tre grandi ex della pista mondiale,  Nakano, Morclon e Bianchetto a farmi gli onori.

Le Tre giorni (2) e le Sei giorni (7) con ciclismo e spettacoli ad alto livello, due Giri d’ Italia delle Piste e, per gli Amatori due Campionati Italiani e addirittura i World Master Games (Olimpiadi Amatori).

E naturalmente l’attività ordinaria, le “gare del mercoledì” quasi ogni settimana ed i  Campionati Regionali.

Ho anche visto il ritorno degli stradisti in pista, avvenimento che un tempo era consuetudine in molti velodromi, ma era quasi scomparso da quando le grandi gare su strada avevano abbandonato gli arrivi in pista.

La partecipazione degli stradisti reduci dal Giro d’ Italia è stata intitolata “Parate di Stelle” e nelle tre edizioni le stelle sono state molte, con i vincitori in maglia rosa e i comprimari, Basso, Di Luca, Hejsedal, Bettini, Cunego, Simoni, Savoldelli….

Per la quarta Parata erano arrivati Nibali e Petacchi, ma io li ho visti solo di sfuggita perchè quel giorno ero stato inondato da un terribile diluvio.

Ecco, la pioggia! Mi ha dato fastidio tante volte causando la sospensione delle gare, ma è un prezzo da pagare per chi, come me, vive allo scoperto.

E’ anche per questo motivo che una decina di anni fa avevano programmato di affidarmi una sorella più piccola, di soli 250 metri, ma con il vantaggio di avere un tetto in testa e nessuna preoccupazione in caso di maltempo.

Ma il progetto si è arenato per varie difficoltà (castelli di sabbia?) ed io ho continuato ad invecchiare con rughe sempre più profonde, finché si è deciso per il radicale intervento citato all’inizio della mia storia.

Una storia vissuta con tanti amici, molti non sono più qui: Pietro, Carlo, Emilio, Renato, Edo, Guido Tex, Mario, Giovanni, ma tutti li voglio ringraziare con i corridori ed i tecnici, perché con il loro impegno, un anno ho ottenuto il riconoscimento di miglior Velodromo italiano.

Sono tanti i ricordi e, come dicevamo un tempo, non sarebbe sufficiente un libro per raccontarli.

Veramente un libro su di me e sui primi dieci anni è stato scritto grazie a quel grande storico del Ciclismo che é Beppe Conti, oggi onnipresente opinionista TV dei grandi avvenimenti ciclistici.

Ora aspetto che un buon scrittore metta nero su bianco i secondi dieci anni e poi, ormai rinnovato, potrò dedicarmi a nuove storie con chi avrà tempo e passione per riprendersi cura di me, in attesa di altri campioni e tanti nuovi libri…

Velodromo Comm. Pietro Francone - Via Ghetto 1 - 10070 San Francesco Al Campo (TO) - T. +39 335.54.94.732 - info@ciclista.org
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