IL GRANDE GUIDO MESSINA SALUTA IL VELODROMO FRANCONE

17 luglio 2017 – “L’atmosfera era euforica, in quella sala, perché tutti, ciascuno dal proprio punto di vista, avevano finalmente percepito di essere di fronte a un evento storico. C’erano i vertici della Federazione Ciclistica Italiana, che giustamente confidavano nell’ambizioso progetto per offrire una nuova struttura al ciclismo su pista nazionale. C’erano gli amministratori locali, orgogliosi che quell’idea prendesse corpo sul territorio. C’erano vecchie glorie del ciclismo, tra le quali Guido Messina, grande pistard di mezzo secolo prima, che camminava rapido avanti e indietro con un borsello a tracolla e gli leggevi negli occhi che lui già vedeva quel velodromo bell’e costruito e bastava solo fargli trovare una bicicletta e le sue gambe sarebbero tornate a mulinare come quando sognava – e otteneva – vittorie entusiasmanti”. (Andrea Strumia, “SFIORANDO LE NUVOLE – Vent’anni del Velodromo Francone: storia di un sogno”, Graphot Editrice, Torino 2017) 

E c’era anche nella quinta serata della Sei Giorni di Torino 2017, il grande Guido Messina, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Helsinki del 1952, cinque volte campione del mondo, sette volte campione italiano. La prima volta che mise piede nel luogo dove ora sorge il Velodromo Francone fu quella cui fa riferimento la citazione sopra riportata: era il 25 maggio 1996, conferenza di presentazione del nuovo grande progetto che sarebbe stato realizzato a tempo di record in quell’estate e inaugurato nel mese di settembre. Per chi in quell’occasione c’era, rivedere Messina ad una Sei Giorni in questo impianto 21 anni dopo è stata una grande emozione. Nella foto, insieme all’assessore allo Sport della Regione Piemonte, Giovanni Maria Ferraris, premia Elia Viviani e Francesco Lamon vincitori dell’america della quinta serata della Sei Giorni di Torino 2017.

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